Senza chiedere scusa
Il corpo riconosceva prima della mente.
A chi ha la copia cartacea è riservato il segnalibro in omaggio. Il Rullino 35 mm →
«Non tutto ciò che si affronta può essere cambiato,
— James Baldwin, esergo del libro
ma nulla può essere cambiato finché non lo si affronta.»
Un libro su ciò che non si è detto, e su ciò che il corpo ha trattenuto al posto delle parole.
C’è un odore che precede tutto: la salsedine di Portopalo entrata nelle lenzuola, nei capelli, nei pensieri di un bambino che impara presto la distanza fra il letto e l’interruttore della luce. Da lì parte questo libro: da un Sud bellissimo e severo, dai soprannomi che si appiccicano alla pelle, dallo sguardo basso come una mappa del pericolo, dal silenzio imparato come difesa.
Poi arrivano le partenze: Catania, Saronno, Milano. Una stessa fame d’aria. Modi diversi di misurarsi con il corpo e il controllo, con il lavoro, le ferite, gli affetti, con il desiderio tenace di non restare chiusi dentro lo sguardo degli altri. E lungo la strada ci sono donne che ascoltano e restano — una madre, le amiche, le colleghe — capaci di opporre alla paura una presenza ostinata, di esserci.
Senza chiedere scusa è il gesto paziente di mettere in fila ciò che è accaduto, finché dagli episodi sparsi di una vita affiora un filo. Non una pace: una soglia aperta. La possibilità, almeno, di una lingua che non accusi più.
Per chi è cresciuto misurando i gesti.
Per chi conosce un paese che è stato nido e confine.
Per chi è partito senza riuscire a lasciare del tutto.
Per chi ha imparato che il corpo ricorda prima della mente.
Per chi ha avuto, accanto, una donna che è semplicemente restata.
Per chi ha smesso, a un certo punto, di chiedere permesso per esistere.
Non un libro che promette. Una voce che mette in fila ciò che è accaduto.
Senza chiedere scusa si trova su Amazon e in tutte le librerie. Leggilo →
Simone Lauretta scrive di cura, di geografie interiori e di ciò che resta quando si smette di giustificarsi.
Due mestieri silenziosi che il libro attraversa come forme di linguaggio.
Pasticceria
Non ricette, non prodotti. Un modo di stare al mondo fatto di grammi, di tempi esatti, di mani che imparano a non aver fretta. Appunti di laboratorio, cadenze stagionali, brevi testi sulla disciplina come forma d’affetto.
Rituali di cura
La pelle come confine e memoria. Una piccola raccolta di letture e gesti — acqua, lentezza, silenzio — proposti come pratica quotidiana. Brevi promemoria sul tempo lento, come margini del libro.
Quattro geografie. Una sola linea dal sud dell’isola al nord della pianura.
Le quattro città in una pellicola.
Il Rullino 35 mm
Un segnalibro in tiratura limitata, stampato su pellicola bianca traslucida: quattro fotogrammi per le quattro città del libro — Portopalo · Catania · Saronno · Milano — nell’ordine in cui si attraversano. Cinquanta per centosessantasette millimetri, rifinito a mano uno per uno.
A chi ha la copia cartacea di Senza chiedere scusa — acquistata su Amazon o in libreria — è riservato in omaggio: si richiede da qui e si riscatta su Amazon con un codice. Arriva il kit completo in una busta kraft.
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